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di Michele Sciabarrà
È noto che Internet era in
origine una rete di macchine Unix che collegava laboratori di ricerca
e Università di tutto il mondo, ma è diventato presto
un fenomeno commerciale di portata mondiale. Il sistema operativo
“nativo” di Internet è dunque Unix, e non a caso
la maggior parte dei Web Server gira su questo sistema. Non c’è
da stupirsi: Internet si è sviluppata nel corso di quindici
anni e tantissimi ricercatori hanno contribuito con programmi piccoli
e grandi a creare il software necessario per far funzionare la Rete.
Questo software è quasi sempre software scritto per Unix.
Chiunque abbia a che fare con Internet si trova ad avere a che fare
anche con Unix; chi ha un background DOS può non avere la
minima idea di come funzioni. In questo articolo presentaremo, in
rapida rassegna, le principali caratteristiche dei sistemi operativi
della faminglia degli Unix allo scopo di aiutare chi lo deve
utilizzare per lavoro. Comunque il sistema non è quel mostro
di complicazione che si pensa, anzi il suo successo è dovuto
alla relativa semplicità dei concetti di base. Il kernel è
piccolo e semplice, così semplice che esistono kernel
codificati da una sola persona (almeno nelle sue funzioni
fondamentali): per esempio, Linux. Di sistemi operativi “cloni”
di Unix ne esistono, letteralmente, centinaia. Siccome ci sono
differenze tra le varie versioni di Unix, gli esempi riportati in
questo articolo si riferiscono principalmente a Linux (considerata la
sua diffusione), anche se, mutatis mutandis, l’intento è
di illustrare concetti comuni a tutti i “dialetti” di
Unix.
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