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INTERVISTA A LINUS TORVALDS
Intervista a Linus Torvalds
Bibliografia
L'Autore


<<< Intervista a Linus Torvalds >>>
di Michele Sciabarrà e Alessandro Rubini
Nota: questa intervista risale a alcuni anni fa, in particolare a quando Linus si era appena trasferito negli Stati Uniti per lavorare per Transmeta. Adesso Linux lavora per un laboratorio di sviluppo OpenSource.

D. Ti trovi bene negli Stati Uniti?Pensi di ritornare indietro?

R. Sono molto contento del trasferimento: stavo veramente bene all’università di Helsinky, ma ho deciso che valeva la pena di provare qualcosa di diverso, e finora l’esperienza è stata del tutto positiva. Sono d’accordo che la Finlandia è molto più “neutrale” sotto vari punti di vista, e che ha avuto i suoi vantaggi relativamente allo sviluppo di Linux: non credo che a nessuno dispiaccia davvero la Finlandia, mentre molte persone sono nervose o perfino disprezzano apertamente gli Stati Uniti. Perciò in un certo senso la cosa può essere negativa, ma ritengo che molte persone si fidano di me più come persona che come finlandese, per cui non ritengo che sia un gran problema. Trasferirsi negli Stati Uniti significa un clima molto migliore (nonostante questo è stato uno degli inverni più piovosi da molto tempo a questa parte qui nella Bay Area), ed è anche stato molto interessante. Nonostante mi sia piaciuto molto il mio lavoro all’università, le nuove cose che sto facendo sono molto più eccitanti – più al limite, per così dire.

D. Gli Stati Uniti hanno delle leggi che restringono molto l’esportazione di software crittografico, considerata tecnologia militare. Questo avrà degli effetti sullo sviluppo di estensioni crittografiche per Linux?

R. Non mi sembra un vero problema. L’idiozia delle leggi USA sull’esportazione di crittografia erano un problema già prima del mio trasferimento: principalmente perché se e quando aggiungeremo efficiente crittografia al kernel, dovremo comunque renderla modulare per consentire ai produttori di CD?ROM [Ndt. di Linux] (molti dei quali si trovano negli Stati Uniti) di escluderla in modo da poter vendere nel resto del mondo. Quindi il fatto che io mi trovi negli USA non ha realmente niente – ha solo reso evidente che io non posso essere la persona che lavorerà sulla crittografia (qualcosa che comunque era già abbastanza ovvia, in quanto non sono davvero un esperto in quest’area).
Ad ogni modo, indipendentemente da quanto ho detto prima, io spero sinceramente che le leggi USA sulla crittografia vengano presto cambiate. Queste leggi hanno reso molte cose più difficili di quanto dovrebbero essere. (In tutta sincerità gli Stati Uniti non solo il solo stato ad avere questi problemi: la Francia ha anche più problemi in quest’area, e stanno cercando di indurre altri stati europei a fare altrettanto. Fortunatamente i Francesi che si occupano di queste cose sono solo un gruppo sparuto e limitato, mentre per gli Stati Uniti è un vero problema perchè sono così centrali in aspetti relativi all’Information Technology).

D. Hai mai pensato di abbandonare il tuo ruolo come coordinatore di Linux o è come se il divertimento è solo all’inizio? Se tu abbandonassi, quale sarà il tuo prossimo progetto?

R. Non ho mai seriamente considerato di abbandonare lo sviluppo di Linux – la sola volta in cui si è posto il problema è quando qualcuno mi ha chiesto che successione vi sarebbe nel caso io non sia più interessato. Linux è stato sempre così divertente da coordinare che mentre prende ovviamente molto del mio tempo, ho sempre ritenuto che la cosa ne valesse ampiamente la pena.

D. Per curiosità, quanto tempo ti impegna ogni giorno la stesura del codice, e qual’è attualmente la tua principale attività?

R. Di solito non spendo più molto tempo nella codifica di Linux: occasionalmente scrivo codice tutto il giorno per alcune settimane circa, ma queste sono piuttosto rare, e accadono principalmente quando c’è qualche fondamentale modifica nel kernel che io voglio che sia fatta. Durante l’ultimo anno è accaduto quattro o cinque volte, principalmente relativamente al SMP (Simmetric Multi Processing) o al cosiddetto “dentry” filesystem cache [NdT boh??? Help!!!]
La maggior parte del tempo la impiego leggendo e reagendo alle email – coordinando il lavoro di altri che lavorano sulle cose, commentando su idee, e mettendo insieme le patch. Questo è di gran lunga la maggior parte del lavoro: direi che la mia codifica è circa il 10% mentre la coordinazione è il 90% del lavoro.

D. Come hai fatto a conciliare lo sviluppo di un sistema operativo gratuito e la necessità di guadagnarsi da vivere?

Inizialmente ero uno studente universitario all’università di Helsinky. Ciò significa che in Finlandia vieni finaziato dal governo per un certo numero di anni per completare la tua laurea, e c’è la possibilità di ottenere speciali prestiti per studenti. Ho il sospetto che in Italia ci sia qualcosa di simile, anche se non esteso come il sistema finlandese.
Dopo un anno o due sono stato assunto dall’università prima come assistente e poi come ricercatore, e l’università mi ha anche attivamente incoraggiato a scrivere Linux nello stesso tempo.
Adesso lavoro per una ditta commerciale, ma anche se qui faccio un sacco di lavoro relativo a Linux perfino durante le ore di lavoro, perché, anche se Transmeta non vende Linux o qualcosa di simile, viene usato moltissimo all’interno, per cui continuare il lavoro è ovviamente un supporto alla ditta.
Per cui sono sempre stato in grado di fare Linux facendo il mio “vero” lavoro, sia che stessi studiando o lavorando per l’università o lavorando per una entità commerciale. Non c’è mai stato un contrastro, anche se ivvuanebte il mio orario di lavoro non è esattamente dalle nove alle cinque…

D. Alcune ditte, come la Cygnus Solutions, sviluppano free software rivendendo a pagamento supporto. Perché non hai mai fatto qualcosa del genere?

R. Semplicemente non ho mai provato interesse a trasformare qualsiasi parte di Linux in una attività commerciale: ciò mi avrebbe sottratto molto tempo per mantenere la ditta o qualcosa del genere, e non è mai stato ciò che mi interessava.
Ciò avrebbe anche indirizzato Linux verso il denaro: non sarei mai stato libero di fare ciò che volevo tecnicamente, perché sarei stato costretto da vincoli relativi a dover dare da mangiare a me stesso e alla mia famiglia. Al contrario, lavorando all’università o qui in Transmeta, io mi guadagno da vivere senza dover coinvolgere in questo decisioni relative a Linux – per cui sono libero di fare ciò che voglio con Linux senza dovermi preoccupare di pagare l’affitto i prossimi mesi…
Mi sento molto più felice di non avere questo tipo di pressioni su Linux e penso che molti altri sviluppatori la pensano allo stesso modo (non si devono preoccupare che il mio giudizio tecnico sia corrotto da qualsiasi problema finanziari).

D. Pensi di aver cambiato il mondo o soltanto di aver acceso la miccia?

R. Io ho cominciato, e mi sento molto fiero di ciò. Non penso di “aver cambiato il mondo”, ma mi sento privilegiato di essere stato strumentale nel cambiarre molte vite – ci si sente davvero bene a sapere che ciò che realmente importa a molte persone. Non arrivo a dire che “dà un senso alla mia vita”, ma Linux è definitamente una parte della mia vita, se capisci cosa intendo.

D. Qual’è la tua opinione sul lavoro e la filosofia di Richard Stallman? [NdT Richard Maria Stallmann, o RMS in sigla è l’ideatore del concetto di Free Software (software di cui deve essere dato il sorgente) e il fondatore della Free Software Foundation, il cui GNU Project ha fornito gran parte dei programmi che fanno funzionare un sistema basato su Linux – Linux è infatti “solo” il kernel del sistema operativo]

R. Personalmente non amo mescolare questioni politiche e tecniche, e non sempre sono d’accordo con RMS su molte cose. Per RMS, ci sono molte cose quasi religiose quando si tratta di software, e io sono molto più pragmatico su molte cose. Il risultato è che sappiamo di non essere d’accordo su molte cose, e cerchiamo attivamente di non lavorare troppo vicini, perché sappiamo che il lavoro non verrebbe molto bene.
La cosa potrebbe suonare come se non apprezzassi RMS, e allo stesso tempo non è del tutto vero. RMS è stato ovviamente la forza che ha guidato molto del movimento del “free software” o “open source”, e senza RMS il mondo sarebbe un posto peggiore. E lui ha bisogno di essere religioso su certe questioni per poterle guidare.
Per cui penso che la cosa migliore è dire che io in realtà ammiro RMS, ma non vorrei essere lui, perché i nostri modi di vedere il mondo sono differenti.

D. Per quanto riguarda gli aspetti pratici, cosa ci sarà nella prossima versione di Linux? Quali sono le principali differenze tra l’attuale Linux 2.0 e il prossimo Linux 2.2?

R. Da come sembra oggi, Linux 2.2 dovrebbe essere pronto per l’inizio dell’estate o giù di lì, ma è difficile giudicare: ci sono alcune cose che devono essere corrette, e prima che siano corrette non ci si pensa nemmeno [NdT a rilasciare il kernel – il riferimento è al software commerciale spesso rilasciato anche se bacato per ragioni commerciali]. Attualmente c’è un brutto problema di prestazioni del TCP che sta trattendendo le cose; ogni cosa funziona perfettamente, ma il problema è abbastanza serio che io non posso immaginare una versione 2.2 prima che sia corretto.

I cambiamenti

Le modifiche 2.2 saranno principalemente un supporto molto più maturo per le nuove cose del 2.0, cioé SMP e architetture multiple. Ci sono molte altre cose dentro (il nuovo dentry code [!!!ammetto la mia ignoranza], la totale riscrittura dell’NFS, eccetera) ma l’SMP e la maturità delle architetture sarà una delle più fondamentali caratteristiche che il 2.2 avrà.

D. Bruce Perens [NdT Chi è esattamente???!!!!] afferma [relativamente al free software] “dominazione del mondo: 2003”; è realistico? Nella tua opinione il concetto di free software raggiungerà la popolarità nel mercato di massa? Da questo punto di vista qual’è la tua opinione della Netscape Corporation? [NdT Netscape ha recentamente annunciato che il codice sorgente del Netscape Navigator verrà rilasciato come free software].

R.La “dominazione del mondo” è ovviamente un po di tongue-in-cheeck [!!!esagerazione????], ma io penso che, si, cinque anni perché il movimento del free software e Linux abbiano un impatto maggiormente notato non è del tutto irrealistico. L’ “open source” di Netscape è una delle prime indicazioni di questo, e io penso che vedremo altri fare cose simili.

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