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Gli
SSI sono nati tanto tempo fa, insieme ai primi Web Server (per gli
storici, l'NCSA e il CERN). In realtà i SSI sono stati una
delle prime forme in cui i Web Server sono andati al di là
delle semplici pagine statiche, e sono chiaramente i precursori dei
moderni linguaggi per la programmazione Web come ASP e PHP. Gli SSI
però non sono stati sostituiti, anzi sono stati ampliati e
potenziati fino alla loro forma attuale, e sono stati mantenuti
perché consentono di fare cose utili in maniera semplice senza
ricorrere alla programmazione.
Gli
SSI sono degli speciali tag che vengono gestiti dal server, e che
modificano la pagina inviata al browser. In particolare si usano gli
SSI quando si generano pagine composte da più pezzi, che
vengono ricomposti in una unica pagina direttamente dal server prima
di essere inviate al browser. Il meccanismo principale è
quello dell'inclusione, che sostituisce al tag #include interi
altri file presenti sul server. Da qui il nome: inclusioni lato
server.
Il
loro utilizzo può fare la differenza tra un sito che sembra
professionale e uno amatoriale. In effetti ciò che
maggiormente caratterizza un sito professionale è spesso
semplicemente la consistenza: ovvero ogni pagina sembra simile
alle altre perché segue un look comune a tutto il sito. Per
fare un paragone, è come se il sito fosse stampato in carta
intestata. La cosa curiosa è che il meccanismo che
permette di creare siti fatti in questo modo assomiglia molto alla
tecnica con cui si crea carta intestata con il vostro elaboratore di
testi preferito. In particolare solitamente si inserisce nella
intestazione e nel pié di pagina una grafica che poi
l'elaboratore di testi ripete in ogni pagina. Con le pagine Web il
meccanismo è analogo: gli SSI permettono di inserire in ogni
pagina una intestazione e un piè di pagina, sotto forma di
parti di HTML. Ma in realtà gli SSI permettono di fare anche
più di questo: per esempio gestire variabili e visualizzare
parti di una pagina solo quando sono soddisfatte certe condizioni.
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