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Python è nato originariamente in ambiente Unix, come supporto
per un progetto in cui i linguaggi esistenti non erano adeguati, e si
è diffuso quando l'autore (Guido Van Rossum) ha reso disponibile
il linguaggio in sorgente su UseNet (le News di Internet). Però
il Python non è legato ad Unix in maniera così forte come il
Perl, e infatti il linguaggio si trova a suo agio senza scomporsi
anche in altri ambienti. In particolare sono disponibili due
interessanti implementazioni: il PythonWin per Windows e il JPython
per Java. Il PythonWin è innanzitutto il porting del Python in
ambiente Windows, corredato di una sorta di IDE e di librerie
specifiche per Windows.
Si può vedere in Figura 1 uno snapshot ottenuto con il
PyhonWin che dimostra come esso consenta di accedere ad una buona
parte della API di Win32. PythonWin ha numerose altre armi al suo
arco, tra cui l'accesso all'OLE Scripting: di conseguenza si può
usare Python per le ASP ma anche per scriptare Word o Excel.
Il Python può anche essere utilizzato per
scriptare la Java Platform: esiste infatti una reimplementazione in
Java, chiamata JPython. In questo contesto l'interprete
Python tradizionale, che è scritto in C, viene chiamato
CPython, e il JPython è la versione dell'interprete in
Java. La cosa interessante è la compatibilità tra le
versioni: infatti il JPython e il CPython usano le stesse
librerie! Una cosa interessante è che il JPython consente
di avere accesso con assoluta semplicità alle librerie Java e
può essere quindi utilizzato per sperimentare interattivamente
con Java. Per esempio ecco un listatino che crea una finesta con un
bottone digitato direttamenete al prompt del JPython:
>>> import java
>>>> from java.awt import Frame
>>> f = Frame("Hello")
>>> f.setSize(100,100)
>>> f.setVisible(1)
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