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di Michele Sciabarrà
Non è semplice spiegare cosa è Zope. Per
cominciare, diciamo innanzitutto che il nome è l'acronimo
di Z Object Publishing Enviroment. Un po' come KDE o GNOME,
dove la K e la G identificano i programmi realizzati in questi
ambienti, la Z identifica i programmi per questo sistema di
"pubblicazione di oggetti". L'idea di fondo è semplice:
Zope fornisce un ambiente dove si "pubblicano" (in senso Web,
ovvero attraverso Internet) degli oggetti. Zope fa da server
per la loro pubbilicazione. Zope infatti è
anche
un Web Server e un FTP server. Ma soprattutto, è un
contenitore di oggetti che possono venire manipolati per
"pubblicare" contenuto (nel senso di articoli, documenti,
contenuto, rubriche e via discorrendo). Quello che si chiama un
"application server".
Molte funzioni di Zope sono fornite direttamente dalla
coppia Apache + PHP. Ma c'e' un di più che gli altri non
forniscono (ancora): la capacità di modificare il
contenuto del sito direttamente dal browser
. Questo fa di Zope quello che è realmente è: il
più avanzato sistema OpenSource di Gestione del Contenuto.
Se vogliamo dirla in parole più semplici, possiamo dire
che grazie a Zope si possono creare dei siti molto facili da
modificare dall'esterno. Ovvero non è necessario ricorrere
a strumenti sofisticati come il FrontPage: basta il browser. I
siti creati con Zope sono dinamici per nature e impostazione.
Per dirla con altre parole se non si prevede di fare un sito
dinamico non ha senso usare Zope.
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